Archivio Grafica Italiana//

Archivio Grafica Italiana è il primo archivio dedicato all’eredità del disegno grafico Italiano…

Archivio Grafica Italiana is the first online archive dedicated to the entire Italian graphic design heritage. A growing overview that goes from the greatest classics to contemporary projects, showing the evolution of the discipline from graphic art to graphic design. The archive wants to promote the ‘culture of quality’ that is typical to the Italian design tradition by giving the possibility to explore the fundamental aesthetic and cultural contribution brought by Italian graphics all over the world. Archivio Grafica Italiana is a project conceived and produced by Nicola-Matteo Munari.

dalla home page del sito

Archivio Grafica Italiana

Ecco il tuo testo originale con un’aggiunta che si integra naturalmente nello stile personale e colloquiale che hai usato:


Archivio Grafica Italiana è un archivio dedicato al disegno grafico Italiano. Sfogliabile secondo varie tassonomie offre una bella panoramica sull’arte grafica, questa meravigliosa disciplina sospesa tra Arte e Funzione… L’archivio è mancante di alcuni grandissimi protagonisti (ho cercato inutilmente John Alcorn, uno dei miei preferiti, fiorentino di adozione…) e quando li ho contattati mi hanno detto che il lavoro è in continua evoluzione e che prima o poi anche Alcorn entrerà in questa hall of fame… Visita il sito Archivio Grafica Italiana – il sito, ad oggi, è solo in lingua inglese. Con il lavoro di Bob Noorda, Massimo Vignelli, Italo Lupi, Bruno Munari, Aldo Novarese, Enzo Mari e tanti altri.

Quello che colpisce, navigando tra le schede, è la straordinaria varietà di ciò che la grafica italiana ha saputo produrre nel corso dei decenni: copertine di riviste, manifesti, identità aziendali, libri, caratteri tipografici. Ogni progetto è un piccolo mondo a sé, eppure tutti insieme raccontano una storia coerente fatta di rigore, eleganza e una certa inconfondibile ironia tutta italiana.

L’archivio copre un arco temporale notevole, dagli anni trenta fino ai giorni nostri, e permette di fare confronti sorprendenti tra epoche diverse. È bello, per esempio, vedere come certi principi compositivi nati nel dopoguerra continuino a riverberarsi nel lavoro dei designer contemporanei — segno che una tradizione vera non invecchia, si trasforma.


Per chi ama il design è un pozzo senza fondo: ci si entra per cinque minuti e si esce un’ora dopo, con la testa piena di immagini e la voglia di sapere di più su questo o quel progetto.
Esattamente quello che dovrebbe fare un buon archivio.