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“Dopo di me NIENTE sarà più come prima”

Covid-19

Murati vivi. Da tre settimane, dal 9 Marzo 2020, l’epidemia di Corona virus chiamato Covid-19 ci costringe in casa, ci costringe a guardare il mondo con occhi diversi.
Da qualche parte su questo sito scrivevo che non riesco a stare lontano dai boschi, dai sentieri ma adesso ho dovuto imparare.

Faggi sul monte Secchieta

L’otto Marzo era così: sole, un po’ di neve, i miei adorati faggi, i 1400 m s.l.m. del monte Secchieta. La festa della Donna, in ottima compagnìa, cibo, vino e natura.


Si parlava già di contagi, in Cina il casino era già scoppiato, ma già avevamo visto la Sars, la Suina, Ebola… e ci avevano colpito al massimo per qualche foto, qualche titolo di giornale, ma erano lontane, in altri Stati, in altri continenti; perché questa volta avrebbe dovuto essere diverso? E invece già dal giorno dopo un pesante Decreto del Presidente del Consiglio ci costringeva tutti in casa. Addio montagna, addio MTB, addio stagione turistica. E la preoccupazione, le notizie drammatiche, l’angoscia per una malattia che, seppur non devastante e dalla letalità abbastanza contenuta, ci ha messi tutti spalle al muro.

E intanto è arrivata la primavera, giornate stupende, temperature ideali per le escursioni o la MTB. E noi in casa.
Ma non si può lamentarsi, c’è chi è in ospedale, i più gravi in rianimazione, intubati. Tanti morti tra i più in là con gli anni, gli anziani.
E allora chissenefrega dell’outdoor, chissenefrega di una stagione di lavoro andata ormai perduta. Ne usciremo impoveriti, ingrassati e fuori forma, ma ne usciremo. Auguri a tutti.

Douglasie
Faggi e una spolverata di neve
Faggi, pini e abeti
Una foto al microscopio elettronico del Covid-19. Da vice.com.
Una foto al microscopio elettronico del Covid-19. Da vice.com.